
Ci insegnano a cercare la felicità, ma raramente ci insegnano ad accogliere tutto il resto. E così finiamo per credere che alcune emozioni siano ospiti graditi e altre, invece, errori da correggere. La gioia sì. La serenità sì. La paura, la tristezza, la rabbia… meglio nasconderle. Eppure, le emozioni non arrivano per complicarci la vita. Arrivano per raccontarci qualcosa di noi.
Una delle nostre ospiti: “Ho provato senso di colpa molto spesso negli ultimi anni. Vivere con una figlia malata significa condizionare tutto il sistema familiare. I miei genitori si sono sempre prodigati per la mia cura anche quando io non ero pronta a rendermene conto e negavo a me stessa di non stare bene.”
“Mi sento invidiosa quando ho a che fare con i miei amici, quando vedo quante conquiste hanno fatto in questi anni, lauree, matrimoni, relazioni, figli… ed io invece ho una conquista diversa, la mia salute. Vorrei anche io vivere esperienze più simili alle donne della mia età, come fanno loro, come è giusto che sia!”
“Mi sento timorosa quando conosco una nuova persona. So che tendo ad avere lo sguardo basso, a provare vergogna come se mi sentissi giudicata. Effettivamente è un qualcosa che spesso mi è stato fatto notare qui con molta maternità da parte delle altre ragazze. Stando ad In Volo ho fatto luce su questa parte di me, so che l’incontro con qualcuno mi porta ad agitazione ma allo stesso tempo quando poi mi sblocco, posso diventare l’amica migliore per l’altro!”
Forse il problema non è quello che sentiamo, ma il giudizio che mettiamo sopra ciò che sentiamo. Ci diciamo che dovremmo essere più forti, più razionali, più capaci di andare avanti. Ma essere umani non significa non vacillare. Significa avere il coraggio di restare in ascolto di ciò che accade dentro di noi, anche quando fa male.
Le emozioni sono la parte più sincera della nostra esistenza. Non mentono per farci piacere, non cercano di impressionare nessuno. Arrivano, bussano e chiedono solo una cosa: essere riconosciute.
Le ospiti e l’équipe di In Volo




