Sui “Binari della Consapevolezza” il cambiamento è possibile

Per familiari e operatori dei servizi invianti, équipe e ospiti di In Volo, in occasione della Giornata del Fiocchetto Lilla il 15 marzo, hanno proposto questa esperienza

 

Il 15 marzo, in occasione della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, abbiamo aperto le porte di In Volo a familiari e operatori dei servizi invianti per condividere un’esperienza che avevamo immaginato diversa dai soliti momenti informativi. Non volevamo parlare di disturbi alimentari attraverso dati o definizioni cliniche. Volevamo che chi entrava potesse sentirli, almeno per un momento. Lo scopo finale di questa giornata è stato quello di informare, sensibilizzare, sfatare dei miti, accogliere e guidare alla consapevolezza.

Abbiamo scelto l’immagine dei binari come filo conduttore. Chi vive un disturbo alimentare conosce bene quella sensazione: essere su una traiettoria obbligata, senza uscita, senza alternative. Da lì è nato il titolo, e da lì è partito il percorso tracciato a terra, che ha guidato fisicamente ogni visitatore dentro un viaggio prima di tutto interiore.

All’ingresso, la Panchina Lilla ha dato il benvenuto e introdotto il senso della giornata. Il colore lilla ci ricorda ogni anno la necessità di rendere visibile ciò che troppo spesso rimane nascosto: la sofferenza silenziosa di chi vive un disturbo alimentare.

Il percorso si è aperto con uno spazio dedicato alla comprensione di quella sofferenza. Un albero spoglio — semplice, immediato — ha suggerito lo stravolgimento emotivo che la malattia porta con sé. Poco dopo, uno specchio ha invitato a riflettere su come lo sguardo verso sé stessi non sia mai neutro in questi disturbi: è critico, severo, plasmato da aspettative esterne e standard irraggiungibili. Non restituisce la realtà, ma una versione deformata di sé.

Abbiamo voluto dedicare una tappa allo smontare i falsi miti: che sia un capriccio, che basti mangiare di più, che dipenda dalla volontà. Per farlo abbiamo scelto la metafora della caverna di Platone: le catene come simbolo dei pensieri rigidi che si scambiano per verità assolute, la luce come possibilità di uno sguardo più libero. Uscire dalla caverna, come uscire dalla malattia, richiede tempo e sostegno. Ma è possibile.

Il cuore del messaggio è emerso proprio nel passaggio simbolico tra un binario e l’altro: non esiste una sola direzione. Cambiare binario significa aprirsi alla relazione, accettare l’aiuto, riconoscere la propria fragilità senza vergogna.

In questo passaggio abbiamo voluto dare spazio anche ai genitori. La loro presenza nel percorso di cura non è mai marginale: sono parte integrante di tutto ciò che attraversa le loro figlie. Abbiamo voluto ascoltarli e dar loro voce, perché la malattia non abita solo chi la vive in prima persona, abita l’intero sistema familiare.

Il cammino si è concluso con l’immagine della rinascita. L’albero, questa volta rigoglioso, ha accolto i messaggi scritti da genitori e visitatori nel corso della giornata, trasformando un’esperienza individuale in qualcosa di condiviso. Quelle parole — lasciate da chi conosce il dolore da dentro e da chi lo accompagna da vicino — hanno reso il momento più pieno di quanto avessimo sperato.

“Sui Binari della Consapevolezza” è stato esattamente ciò che volevamo che fosse: non una lezione, ma un’occasione per fermarsi. Per comprendere ciò che spesso rimane invisibile. Un cammino dalla difficoltà alla possibilità, dalla chiusura all’apertura, dall’illusione alla consapevolezza.

La malattia può sembrare un binario obbligato. Non lo è. Con il sostegno, con l’ascolto e con la cura, cambiare direzione è possibile. Noi ci crediamo ogni giorno, ed è per questo che continuiamo a costruire spazi come questo.

 

Le ospiti e l’équipe di In Volo