
Ci siamo fermate a pensare al tempo. A quello che siamo state, a quello che siamo oggi, a quello che forse diventeremo.
Lo abbiamo fatto attraverso un’immagine semplice, ma potente: un albero e il progetto “Presente, passato e futuro”.
Come un albero, anche noi cresciamo lentamente. Attraversiamo stagioni diverse, alcune luminose, altre più dure. Cambiamo, ci trasformiamo, perdiamo foglie e ne facciamo nascere di nuove. Eppure restiamo sempre legate a ciò che ci ha fatto nascere: le nostre radici.
Questo progetto ci ha aiutate a mettere più chiarezza dentro di noi, su quella che è stata, che è e che sarà la nostra vita. Non è stato facile. Abbiamo rivissuto emozioni legate all’infanzia: la spensieratezza, la libertà, la felicità senza la malattia. Ma insieme a queste sono emerse anche paure, incertezze, domande sul presente e sul futuro.
Le radici affondano nel passato. Un tempo che non possiamo cambiare, ma che possiamo iniziare a guardare con occhi diversi.
Una di noi ha scritto: “Alla me del passato tendo la mano. Non voglio sentirmi più sola come lo ero in adolescenza. Tendo la mano a quella me sola.”
Il tronco è il presente. È la parte più visibile, ma anche quella che porta i segni del tempo. Come la corteccia di un albero: in alcuni punti liscia, in altri irregolare, segnata, fragile. Eppure è proprio lì che scorre la vita.
“Alla me del presente vorrei dare un abbraccio, infondere la forza e il coraggio che servono durante il percorso di guarigione.”
I rami guardano verso il futuro. Si allungano, cercano spazio, luce, possibilità. Non sempre sappiamo dove arriveranno, ma continuano a crescere.
“Alla me del futuro vorrei dire di non avere paura di spiegare le ali, di non accontentarmi e di avere fame di vita. Io mi merito di viverla.”
Oggi, a volte, il nostro presente ci sembra schiacciato, proprio come la corteccia di un albero. Ci sono parti più definite, altre rovinate, che fanno più male. Ma questo non ci ferma dal sognare.
Sognare un futuro libero dalla malattia. Sognare di non avere più paura. Sappiamo che non succede tutto insieme. Che è un percorso fatto di piccoli passi, di tentativi, di cadute e ripartenze.
Un tassello alla volta.
“Unirò tassello per tassello per arrivare al puzzle completo. Basta fare il primo passo e non fermarsi.”
E se stai leggendo queste parole, vogliamo lasciarti qualcosa che oggi sta aiutando anche noi: ricorda che qualunque cosa tu stia affrontando, verrà l’alba. Starai bene.
Le ospiti di In Volo





