
Qual è la rappresentazione dell’amore nella mia vita? Cosa o chi mi fa sentire viva e amata? Questo è il nostro promemoria dell’amore. Per qualcuna l’amore è musica, la famiglia, il teatro. Per qualcun’altra sono gli incontri, le stagioni, la cantante preferita. Per altre il viaggiare, il proprio gatto, la lettura.

Tanti piccoli elementi della propria vita che rendono le giornate più serene e piacevoli.
“Mi è capitato spesso di credere che la mia persona coincidesse con il disturbo, come se non ci fosse altro in me oltre quello. Questo lavoro fatto con gli operatori mi è servito a ricordarmi quali sono le diverse parti di me, quali sono tutti, o quasi tutti, gli amori della mia vita e nella mia vita. Nel farlo ho provato tante e diverse emozioni: tristezza, malinconia ma soprattutto nostalgia… Nostalgia per tutte quelle esperienze della mia vita che ad ora sono in sospeso, nostalgia per tutte quelle persone che ora sono lontane fisicamente da me. Ammetto però di aver provato anche gioia e tenerezza nel rendermi conto che io sono un sacco di altre cose oltre al disturbo. Io esisto. Un DNA è forte, potente e toglie tanto a chi ne è vittima… Eppure non si smette mai di essere ciò che si è.”
Un’altra utente: “il primo amore a cui ho pensato sono proprio le mie passioni, mi fanno stare bene anche quando tutto appare buio. Mi aprono a nuove speranze e orizzonti, sono una guida, una stella polare. Mi sono metaforicamente innamorata di chi mi ha fatto scoprire queste passioni e mi ha permesso di farmi sentire viva. Mi manca questa mia guida, i suoi abbracci e la sua voce. Sono diverse per me le forme dell’amore, sono prima di tutto però contenta di averne una.”
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