- La nostra storia
“Prima volevo solo scomparire, oggi cucino per gli altri. Ho ritrovato me stessa grazie a chi ha saputo vedermi oltre la malattia.” (Flavia Onofrio, ex ospite e oggi cuoca per il CEIS).
Dove nasce In Volo
Nel 2012, tra le colline dell’Appennino parmense, in un ex albergo a Pellegrino Parmense prende vita l’impegno della Fondazione CEIS nel campo dei disturbi alimentari. Nasce In Volo, una comunità pensata per accogliere e curare chi soffre di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. L’idea nasce dall’incontro tra il Centro di Solidarietà L’Orizzonte e l’associazione sulleALIdelleMENTI, formata da ex pazienti e famiglie.
Due anni di lavoro, confronti e studi preparano il terreno. Poi l’apertura e, nel 2013, l’accreditamento ufficiale come Residenza a Trattamento Estensivo per Disturbi Alimentari da parte del Servizio Sanitario Regionale. Un passo importante: il riconoscimento che questa sfida, tanto delicata quanto urgente, meritava un luogo dedicato, diverso da tutti gli altri.
Un metodo che guarda oltre il cibo
Da subito, In Volo sceglie un approccio innovativo: curare non solo il corpo, ma anche le emozioni, le relazioni, la fiducia. La “Riabilitazione Psiconutrizionale Progressiva”, unita ai valori di “Progetto Uomo”, diventa il cuore del percorso terapeutico.
Non si tratta solo di far riprendere peso. Si tratta di ricostruire un legame con il cibo e con sé stessi, passo dopo passo. Perché ogni pasto porta con sé pensieri, paure, desideri. E imparare a gestirli in un contesto di cura, supporto e socializzazione significa davvero cambiare la vita.
- “Non si tratta solo di calorie. Si tratta di riprendere in mano la propria vita, giorno dopo giorno, pasto dopo pasto.” (Stefania Pasella, responsabile della struttura).

Una scelta coraggiosa
I primi anni, però, non sono semplici. La sede di Pellegrino Parmense, troppo isolata, rischia di frenare la crescita del progetto. Non sono pochi coloro che suggeriscono un passo indietro e la chiusura. Ma la passione, i risultati e il coraggio di padre Giuliano Stenico, presidente Fondazione CEIS, portano a un’altra scelta: trasferire la residenza a Parma città.
Il 15 marzo 2019, Giornata nazionale del fiocchetto lilla, In Volo inaugura la nuova sede in via Paullo, in un quartiere tranquillo, vicino ai servizi della città e con un grande giardino dove respirare serenità. È una data simbolica, che lega la comunità a un movimento nazionale di sensibilizzazione e speranza.
- “Spinti anche dalla ‘ragionevole follia’ di padre Giuliano Stenico abbiamo deciso di portare In Volo dove poteva crescere e aprirsi di più al territorio.” (Roberto Berselli, vicepresidente Consorzio Gruppo CEIS).
Crescere insieme
Da quel momento, In Volo decolla. Diventa non solo residenza, ma anche centro diurno e semi-residenziale. Nel 2021 apre anche un appartamento protetto, pensato per chi si avvia a una fase di maggiore autonomia.
L’équipe è multidisciplinare: psichiatri, psicologi clinici, dietisti, educatori, arteterapeuti. Insieme costruiscono percorsi personalizzati per ogni ospite, con l’obiettivo di restituire non solo salute, ma anche relazioni, scuola, socialità, vita quotidiana.
Oggi la residenza può accogliere fino a 14 ragazze. Negli ultimi anni l’età media si è abbassata: sono sempre più spesso adolescenti a varcare la soglia di In Volo. La pandemia ha aggravato il problema, aumentando i casi e riaccendendo fragilità in chi era già in cammino verso la guarigione.
Una comunità più ampia
In Volo non è un luogo isolato: è parte di una rete ampia, fatta di servizi pubblici, associazioni, famiglie. Collabora con l’AUSL di Parma, partecipa al Coordinamento Nazionale Disturbi Alimentari, forma operatori ospedalieri e prende parte al Patto Sociale per Parma, con iniziative di prevenzione e sensibilizzazione rivolte a tutta la comunità.
La Fondazione CEIS, promotrice del progetto, aderisce al Coordinamento Nazionale DCA che riunisce 18 associazioni tra genitori, ex pazienti e realtà scientifiche. Un’unione che ha al centro un motto che è anche un impegno quotidiano: “Nessuno si salva da solo.”
Guardando avanti
In Volo continua a rinnovarsi. Rafforza i percorsi non residenziali, attiva nuovi laboratori, promuove iniziative di sensibilizzazione. Ogni anno, in occasione del fiocchetto lilla, palloncini, messaggi e colori invadono il quartiere: piccoli gesti che diventano simboli di una lotta condivisa.
- “Il nostro modello prevede il coinvolgimento delle famiglie in un percorso di accompagnamento e responsabilizzazione. L’obiettivo è che, al momento delle dimissioni, le ragazze siano in grado di mangiare con i propri familiari e in situazioni sociali conviviali.” (Stefania Pasella, responsabile della struttura).


